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Preghiera
EUCARESTIA:
Rito durante il quale si rinnova l?azione di Cristo che dona ai discepoli il suo corpo come cibo e il suo sangue come bevanda. E? il principale ?sacramento? della religione cristiana.
UFFICIO:
preghiera senza rito ?sacramentale?, che consiste in canti, letture e suppliche rivolte a Dio, secondo determinate regole e, di preferenza, comunitariamente.
ORE:
parti dell?Ufficio, ripartite nel corso della giornata. Sono: lodi, terza, sesta, nona, vespro, vigilie ( o mattutino ).
ORAZIONE:
forma di preghiera silenziosa, che consiste essenzialmente in una presenza attenta ed in ascolto di Dio.
LECTIO DIVINA:
letteralmente ?lettura (delle cose) di Dio?: forma di lettura, in particolare della Bibbia, il cui testo è recepito come un messaggio indirizzato personalmente, non tanto come oggetto di studio. E? il cuore della tradizione spirituale benedettina.
ConversioneIl cammino del monaco è il cammino del Vangelo:?Presi per mano dal Vangelo, proseguiamo per i Suoi sentieri?(RB,Prologo). E? un cammino di conversione:?Convertitevi e credete al Vangelo?,dice Gesù.
Rispondendo alla chiamata di Cristo, il monaco si mette in cammino alla sua sequela. Tutta la vita è un continuo andare e, strada facendo,si operano quelle rinunce che rendo il cammino più spedito e liberano da tutto ciò che appesantisce.
VOTO:
impegno preso davanti a Dio e alla comunità e che esprime il dono totale di sé al Signore.
PROFESSIONE SOLENNE:
impegno definitivo nella comunità, che segue alla professione temporanea e che si esprime nei tre voti previsti dalla Regola:
stabilità: il monaco non può cambiare comunità ( ameno che non lo chieda il suo/la sua superiore/a, ad es. per andare in fondazione). I fratelli si impegnano tutti a vivere fino alla morte in una medesima comunità.
conversione dei costumi: questa espressione, tipica del vocabolario monastico, significa ad uno stesso tempo, l?ingresso nella vita religiosa e il modo di vivere che le è proprio. In effetti sta ad indicare tutta la realtà del cammino monastico alla sequela di Cristo. La conversione dei costumi abbraccia tutta la vita, in ogni suo aspetto particolare e per tutta la durata.
obbedienza: il monaco non vive secondo la volontà propria o i suoi capricci, bensì secondo quanto viene deciso dal/la superiore/a, che tiene conto delle necessità della comunità e delle attitudini dei singoli fratelli. Certamente l?obbedienza comporta una dimensione di fede, ma anche una realtà di dialogo. La Regola consacra un capitolo anche all?obbedienza che i fratelli si devono reciprocamente.
SILENZIO:
trattenersi nel parlare, che rende possibile l?ascolto di una voce che non le è propria. E? una dimensione essenziale della vita monastica. San Benedetto le attribuisce una grande importanza: un monastero benedettino deve essere un luogo di silenzio.
UMILTA?:
atteggiamento che permette di accettare se stessi, gli altri e le cose così come sono. San Benedetto nella sua Regola le dedica il capitolo più lungo.
DISCREZIONE:
discernimento che permette di conservare la giusta misura in ogni circostanza. E? una parola-chiave della spiritualità di San Benedetto.
Vita fraterna
Una comunità benedettina non è né un?impresa commerciale, né un club. Ciò a cui più assomiglia, fatte evidentemente le debite differenze, è una famiglia, dove nessuno ha scelto gli altri e dove, tuttavia, ciascuno si sente solidale in maniera vitale con tutti gli altri. I monaci sono stati da Cristo a vivere con Lui e attorno a Lui, tutti insieme. In una siffatta comunità, la ricerca di una relazione personale con Dio è inseparabile da una condivisione materiale e spirituale quanto più possibile allargata e profonda.
CENOBITI:
monaci che vivono in comunità, a differenza degli EREMITI, che vivono in una solitudine più o meno marcata. La definizione benedettina suona così ?sotto una regola e sotto un abate?.
ABATE/ABADESSA:
superiore/a di un monastero autonomo o ABBAZIA , eletto/a dalla comunità a tempo indeterminato. Ha pieni poteri nel potere temporale e nella direzione spirituale; in particolare ha il diritto di nominare tutti gli ufficiali del monastero e può sempre revocarne la nomina. Svolge un ruolo essenziale nell?animazione spirituale della comunità. La Regola insiste molto sulla sua responsabilità di fronte a Dio.
PRIORE/PRIORA:
in una comunità che ha un abate, occupa il secondo posto dopo di lui; è scelto da lui e ne fa le veci quando è assente.
PROFESSI:
monaci cha hanno ?fatto professione?, il che significa che si sono impegnati pubblicamente a vivere la vita monastica, durante una particolare cerimonia liturgica.
CAPITOLO CONVENTUALE:
riunione dei professi solenni di una comunità, radunati ufficialmente per discutere i punti importanti che riguardano la loro vita, come: elezione del superiore/a, ammissione di un nuovo fratello, una spesa piuttosto gravosa, un cambiamento di osservanza; il tutto si decide con voto. Forse da questa usanza proviene il comune modo dire ?avere voce in capitolo?.
NOVIZI:
candidati alla vita monastica, che si preparano alla prima professione. Il noviziato ha inizio con la ?vestizione? o ?presa d?abito?. Ha una durata che oscilla tra uno e due anni; è un tempo di formazione molto intensa, all?interno del monastero.
POSTULANTI:
candidati alla vita monastica, prima che inizino il noviziato.
Lavoro
San Benedetto afferma che per essere ?veri monaci?, bisogna guadagnarsi la vita con il lavoro delle proprie mani. Nella sua Regola egli stabilisce con cura sia i momenti in cui i monaci devono ?attendere all?Opus Dei?(= cose di Dio), sia quelli in cui si dedicheranno alla ?Lectio Divina "(= ascolto della Sua Parola) e infine i tempi che impiegheranno nell??opus manuum?(=lavoro materiale).Vi sono numerosi lavori da svolgere in un monastero:
SERVIZI:
lo svolgimento di ogni servizio è assicurato dai fratelli stessi, secondo lo spirito della Regola, che afferma:?i fratelli si servano reciprocamente?. Ogni settimana viene incaricato qualcuno per i servizi liturgici e quelli della mensa, al refettorio. Tra i servizi che abitualmente si svolgono in un monastero troviamo in particolare questi: sacrestia, infermeria, cucina, vestiario e biblioteca.
CELLERARIO:
termine che designa l?economo, che coordina i vari lavori e da? ai fratelli tutto ciò di cui hanno bisogno. Assieme a lui un gruppo di fratelli assicura la contabilità, la gestione dei bilanci e tutte le necessità di ordine amministrativo.
IMPIEGO:
ai fratelli viene assegnato un ?impiego? a tempo indeterminato, a seconda della necessità della comunità e le rispettive attitudini.
LAVORI:
i fratelli o le sorelle che ne hanno la capacità, assicurano i lavori per la manutenzione del monastero e il mantenimento della comunità. Tali lavori, destinati a sopperire ai bisogni comunitari, posso svolgersi in vari settori, quali: l?agricoltura, l?allevamento di bestiame, l?artigianato, l?arte, l?assistenza sanitaria, l?educazione, la ricerca intellettuale, la redazione di articoli o di libri, l?attività editoriale,la predicazione, ecc.
Accoglienza e Missione
Un monastero non ha il diritto di restare chiuso in se stesso. Certo, c?è la preghiera cui il monaco si sente delegato in modo particolare; ma ci sono anche altri bisogni nel mondo d?oggi, nella Chiesa che interpellano i monasteri a farsi luoghi di accoglienza, di silenzio, di dialogo spirituale.
PORTINERIA:
luogo in cui si trova il fratello portinaio, incaricato di rispondere a quanti bussano alla porta del monastero.
PARLATORIO:
luogo in cui i monaci possono ricevere le loro famiglie o incontrare chi sta facendo un ritiro presso di loro o anche altri visitatori di passaggio al monastero.
RITIRO:
tempo in cui un ospite, o gruppi di ospiti, vive assieme alla comunità di un monastero e può partecipare alla preghiera comunitaria e a condivisione spirituale.
FORESTERIA:
luogo di accoglienza delle persone che desiderano fermarsi per qualche tempo presso il monastero, ad esempio per un ritiro, sia individualmente sia in gruppo. Il responsabile è il fratello foresterario.
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